Sanremo, Grancini: in scena il festival dell’incoerenza

“A cominciare dall’impossibilità di chiedere il green pass ai cantanti in gara perché “si tratta di dati sensibili”.

Da mesi gli italiani sono costantemente messi uno contro l’altro dall’obbligo del certificato vaccinale che, oltre a dividere i cittadini tra i sostenitori ed i detrattori, ha creato una serie di difficoltà alle attività commerciali che hanno visto, in maniera lenta ma inesorabile, ridurre le loro entrate in maniera direttamente proporzionale con l’inasprirsi delle restrizioni.

Una disparità di trattamento del tutto incomprensibile, evidente, tra l’altro, anche a livello generale di organizzazione della manifestazione canora.

Al festival è stata concessa la capienza massima consentita, a fronte di ingressi contingentati in migliaia di eventi, concerti, locali che, proprio per le entrate ridotte, sono stati costretti a chiudere.

L’intero settore “della notte” da due anni è chiuso, con perdite enormi in termini economici per tantissime famiglie, a Sanremo è stato applicato un protocollo elaborato da oltre un anno dagli operatori del settore ma mai messo in pratica dal Governo.

Infine, a dieci giorni dalla annunciata riapertura delle discoteche ancora non si conoscono termini e modalità previste per garantire la sicurezza nei locali.

Il festival canoro, a prescindere dall’indiscusso prestigio della manifestazione, ha rappresentato uno schiaffo in pieno volto a tutti gli operatori del settore oltre che a tutte le altre iniziative storiche della tradizione italiana, come ad esempio il Carnevale di Venezia.

Una disparità di trattamento che scalfisce il diritto all’uguaglianza di tutti i cittadini sancito dalla Costituzione”.

 

Gianluca Grancini – Portavoce Fdi Viterbo

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